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Anno: 2014
 
    ALLEATI IERI, JIHADISTI OGGI
 
Milano, agosto - Diverse Procure italiane hanno formalizzato in questi giorni l'apertura di inchieste nei confronti di jihadisti già presenti sul suolo italiano da dove sono partiti nei mesi scorsi per arruolarsi in Siria in bande di assassini. C'è da chiedersi dove fossero le autorità giudiziarie, per esempio di Milano, quando il presidente dell'associazione Giù le mani dalla Siria, O.S., un siriano originario di Homs residente in Lombardia, subiva ignobili intimidazioni, minacce, aggressioni - a partire dal 2011 - per le sue posizioni a sostegno del governo di Damasco? O.S. presentava regolari denunce agli organi di sicurezza italiani, spiegando come gli autori di tali azioni fossero dei connazionali noti per fare la spola tra l'Italia e la Siria, dove si recavano per "escursioni terroristiche" anche se amavano appuntare sul petto il distintivo del Coordinamento dei siriani liberi. A cominciare dalla seconda metà del 2011 queste informazioni erano a disposizione delle autorità, eppure nulla venne fatto. Era l'epoca in cui si poteva assaltare impunemente nel centro di Roma l'Ambasciata siriana e i responsabili del gesto venivano rimessi in libertà. Tra loro anche quel Haisam Sakhanh di Cologno Monzese immortalato in un video girato qualche mese fa in Siria, mentre spara alla nuca di alcuni soldati siriani inginocchiati davanti ad un plotone di terroristi. Lo stesso Sakhanh, alla guida di un nutrito gruppo di connazionali, aveva aggredito O.S. per strada proprio a Cologno, senza la benché minima conseguenza, poco tempo dopo l'irruzione nella rappresentanza diplomatica siriana di Roma nel 2012. Di fronte all'inazione delle autorità sorge il sospetto che siano considerazioni politiche a determinare chi è terrorista e da quando, chi invece possa godere dello status di ... combattente per la libertà. Il fenomeno del jihadismo, che significa "Resistenza", nasce negli anni Ottanta in Afghanistan. Quelli che andavano a Kabul erano "bravi ragazzi", perché sfidavano l'Armata Rossa sovietica. Coloro che lo hanno fatto in Iraq nel 2003, dopo l'invasione anglo-americana, venivano definiti "terroristi". I Sakhanh di Cologno Monzese erano intoccabili quando alla politica servivano come alleati in Siria per cercare di rovesciare il governo legittimo e sono diventati "jihadisti assassini" da quando il mondo occidentale ha un nuovo nemico: il califfo tagliagole. La redazione di Arabmonitor
 
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