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Anno: 2010
 
    CINQUE ANNI FA ARABMONITOR EBBE L'OPPORTUNITA' DI INCONTRARE L'AYATOLLAH SEYYED MOHAMMED HUSSEIN FADLALLAH
 

Milano, luglio - Nell'ottobre 2005 Arabmonitor ebbe l'opportunità di incontrare a Beirut l'ayatollah Seyyed Mohammed Hussein Fadlallah. Ripubblichiamo di seguito quell'intervista.

E' una delle più venerate e ascoltate personalità religiose sciite dell'intero Medio Oriente. Delegazioni dall'Iraq, dall'Iran, da tutto il Libano rendono visita quotidianamente al grande ayatalloh Seyyed Mohammed Hussein Fadlallah. Tra loro è stato ricevuto anche Arabmonitor.

Che giudizio dà del ruolo svolto dalle Nazioni Unite in Libano ?

"Non è forte abbastanza. Gli Stati Uniti hanno confiscato il ruolo delle Nazioni Unite in quanto garanti della sicurezza. La risoluzione 1559 è il risultato delle pressioni americane sul Consiglio di sicurezza e serve precisi interessi. Non ci si preoccupa della giustizia, della legittimità, ma solo di proteggere gli interessi di Israele in Libano e di arrivare al disarmo di Hezbollah. Il Libano è sotto tutela americana e benché la Francia abbia contribuito a creare questa situazione, gli Stati Uniti non lasceranno mano libera a nessun altro in Libano".

Esiste il rischio che il Paese finisca per essere governato da stranieri ?

"I libanesi non lo accetteranno".

Che futuro attende la convivenza tra sciiti e sunniti alla luce degli sforzi di separarli gli uni dagli altri sia in Iraq che in Libano ?

"Quanto avviene in Iraq è un processo molto più politico che di carattere religioso. E' la Costituzione che è l'oggetto della contesa. Gli sciiti non vogliono uccidere sunniti in risposta alle azioni di al Qaeda. E' improbabile una guerra civile. I sunniti accettano il sistema federale solo per per i curdi, ma gli sciiti non intendono rinunciarvi. In Libano ci sono tentativi di alimentare divisioni settarie, ma i politici, gli intellettuali, gli stessi religiosi sono contrari".

Negli ultimi mesi prima il re di Giordania Abdallah, poi il ministro degli Esteri saudita al Faisal hanno ammonito che l'Iran svolge un ruolo crescente in Iraq e gli sciiti stanno aumentanto il proprio potere dall'Iran sino al Mediterraneo.

"Ciò che ha detto re Abdallah non è realistico. Gli sciiti non hanno un proprio progetto politico. Vogliono vivere come cittadini uguali qui e altrove. Chi conosce gli sciiti iracheni sa che non accetteranno mai tutele nemmeno dall'Iran. I loro rapporti sono naturali, ordinarie relazioni tra vicini della stessa setta. Come strette sono le relazioni tra l'Arabia Saudita e i suoi vicini del Golfo. Eppure, l'Arabia Saudita, salvo il caso del Qatar, non è mai è stata accusata di ingerenze negli affari di quei Paesi. Non è accurato quindi quando il ministro Saud al Faisal afferma che l'Iran si sta immischiando nelle vicende irachene. Non credo, sinceramente che gli Stati Uniti stiano consegnando l'Iraq all'Iran. Lei, ci crede?".

Come valuta l'atteggiamento di quei Paesi islamici che hanno avviato di recente dei colloqui con Israele ?

"E' la conseguenza delle pressioni americane. Gli Stati Uniit non hanno mai nascosto che le buone relazioni con loro passano attraverso quelle con Israele. Ed è questo che vogliono imporre ai governi. Sappiamo tuttavia che i popoli di quei Paesi sono contrari alle scelte dei loro governi".

Durante l'estate scorsa il suo nominativo è stato incluso in una lista di personalità sciite libanesi che sarebbe stata compilata da al Qaeda, indicandovi come obiettivi da uccidere.

"Non è stato nulla di serio. Nulla di autentico. Si è trattato di un documento fabbricato da qualche servizio segreto per destabilizzare il Libano. Come poter prendere sul serio una dichiarazione che ci accusa di essere amici di Israele?".

Che tipo di ruolo hanno i vari al Zarqawi, al Zawahri, bin Laden ?

"Un ruolo negativo. La violenza che colpisce i civili destabilizza la vita dei musulmani in tutto il mondo. Questi atti minano la credibilità di ogni resistenza. Non c'è opposizione alla politica americana che possa giustitificare dei crimini commessi contro dei civili".

Ma questi personaggi esistono o si tratta piuttosto di etichette utilizzate a scopo propagandistico ?

"Esistono e sono dei prodotti americani, spuntati a seguito della Palestina, dell'Iraq. Sono le sofferenze inflitte ai popoli di quei Paesi che spingono tanti a seguire queste persone".

 
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